Software ERP nella “smart factory”

L'era del digitale: dove conduce la via dell’industria 4.0?

Situazione iniziale: esigenze attuali secondo l’industria 4.0

La Germania è una delle nazioni industrializzate leader nel mondo e leader di mercato globale in molti settori. Tuttavia la concorrenza non dorme sugli allori. La forte concorrenza internazionale tra le nazioni europee e i paesi emergenti in rapida crescita incrementa permanentemente la pressione sulle imprese tedesche per migliorare la propria competitività.

Dopo la meccanizzazione, l’elettrificazione e l’informatizzazione delle nostre aziende e della società stiamo vivendo l’inizio di una quarta rivoluzione industriale, riassunta nel termine Industria 4.0, e si è istintivamente inclini ad affrontare questi cambiamenti strutturali con vecchi modelli di pensiero e scetticismo. Le possibilità di migliorare la propria posizione in rapporto alla concorrenza mediante tale passività sono davvero scarse!

Ricette universali per la cosiddetta “disruptive innovation”, ossia per la reazione ai cambiamenti fondamentali delle regole del gioco consolidate e alla sostituzione di tecnologie radicate, allo stato attuale non sono presenti né in politica né in economia. Creatività ed efficienza imprenditoriali, quindi un approccio meno accademico e più pratico, in questo contesto, sono pertanto, più richieste che mai.

I quattro stadi della “rivoluzione industriale” fino ad oggi (fonte: DFKI 2011)
Rete di creazione del valore orizzontale (fonte: HP 2013)
Definizione: Industria 4.0

Cos’è effettivamente l‘industria 4.0?

L‘Industria 4.0, in ogni caso, innanzitutto non è un ambito relativo a software o hardware o un regolamento del passato da “modificare” semplicemente in funzione delle proprie esigenze, ma piuttosto un processo (di apprendimento) interdisciplinare che nei prossimi anni ci riguarderà tutti in modo persistente. Tanto più che Google & Co. già oggi trainano fortemente la nostra catena di creazione del valore e influiscono sempre più sui comportamenti nell’uso di Internet, e dei dati ad esso correlati, sia a livello commerciale che privato.

Il termine Industria 4.0 è stato portato per la prima volta in modo intensivo all’attenzione dell’opinione pubblica in occasione della fiera di Hannover 2011. Forza trainante di questo progetto del futuro è stato ed è il governo federale tedesco. Da allora sono stati avviati gruppi di lavoro, gruppi promotori e gruppi di ricerca con l’obiettivo di elaborare raccomandazioni di attuazione per le imprese tedesche per il potenziamento della propria informatizzazione. Sono presi in considerazione, tra le altre cose, macchine, sistemi di stoccaggio e mezzi d’esercizio di tutti i partner coinvolti della catena di creazione del valore, collegati in modo intelligente. Tutto viene messo in connessione con tutto, reso trasparente e gestibile.

Vi sembra una sorta di déjà-vu e in effetti non lo abbiamo forse già vissuto negli anni ’80 con la cosiddetta architettura CIM? E invece no, anzi! Infatti la CIM (Computer Integration Manufacturing) collegava uomo e macchina, concentrandosi esclusivamente sul processo di produzione. Ossia, un uomo trasmetteva a una macchina, mediante comandi di programmazione, cosa dovesse fare, ma senza quell'intelligenza e quei fattori d’influenza dinamici esterni.

Oggigiorno e in futuro, tramite Internet, si scambiano in automatico informazioni in tutto il mondo e le si ottimizza in tempo reale in funzione delle proprie esigenze. Ciò avviene attraverso l'intero processo: dalla selezione dei prodotti del cliente, all’ordinazione e la produzione fino alla consegna al cliente. Questa logica di processo, basata su sistemi ciberfisici, è chiamata anche “smart factory”. La comunicazione e l’interazione di persone e macchine nella catena di creazione di valore del futuro darà vita a un potenziale nuovissimo.

Industria 4.0 e Smart Factory come parte dell‘Internet delle cose e dei servizi (Acatech 2013)
Internet delle cose e dei servizi – Rete di persone, cose e sistemi ciberfisici (fonte: Bosch 2012)
Industria 4.0 nella piccola e media impresa

Industria 4.0 nella piccola e media impresa

Oltre alle necessità per le imprese, già citate nella descrizione della situazione iniziale, e le sfide della “smart factory” descritte, in Germania continua a persistere la tendenza ininterrotta dell’influsso del cliente sul prodotto che l’impresa deve realizzare o fornire, unitamente a dimensioni di lotto sempre inferiori, fino a pezzi singoli individuali per cliente e tempi di consegna più brevi (parola chiave realizzazione varianti / realizzazione su commissione). Ebay, Amazon e altri portali di ordinazione come ad esempio Möbel.de influenzano già ora il comportamento negli acquisti del cliente finale determinando così, in qualità di imprese, il vostro ritmo.

Il potenziale d’affari in merito è, in linea generale, enorme e ancora più netto se, in veste di impresa, si è in grado di tenere questo ritmo e di produrre un gran numero di varianti o addirittura pezzi singoli, in modo flessibile, proficuo e rapido, ossia, in conclusione, di strutturare dinamicamente i processi aziendali e di engineering. Grazie alla trasparenza delle informazioni, processi decisionali ottimali, (ad es. “make” o “buy”) e l’integrazione di risorse esterne attraverso l‘intero “lean” hanno origine forme di creazione del valore del tutto nuove, organizzate autonomamente, ottimizzate in tempo reale e ottimizzate in funzione di costi, disponibilità e risorse. Inoltre, scenari e regolamenti ottimali, assicurano un aumento di flessibilità e garanzia di qualità dei processi di engineering, pianificazione, produzione, esercizio e logistica.

In altri termini, non vi sono più relazioni fisse e decade del tutto anche il singolare ruolo della sede. Il fatto che si possa o meno produrre o consegnare da sé ormai non conta più nulla. È invece determinante sapere chi e a quali condizioni di consegna, costi e termini possa essere integrato nel processo e, fatto fondamentale, il tutto tenendo in considerazione i più disparati “data room” nell’intera catena di processo.

Ed è in questo che risiede la differenza maggiore rispetto alla vecchia architettura CIM. Non è l’uomo a dire a una macchina o a una risorsa cosa fare, ma sono fattori d’influsso esterni a modificare e regolare i processi nell'intera creazione del valore. A tal proposito si parla anche di “working in the open” o di “Internet delle cose o delle persone”.

Discipline e Internet delle cose

Discipline e Internet delle cose

Margine d’azione concreto è presente quindi in particolare nei settori:

        » Standardizzazione e architetture di riferimento
            □ Descrizione tecnica dei processi collaborativi

        » Padronanza di sistemi complessi
            □ Modelli esplicativi di prodotti complessi

        » Infrastruttura a banda larga capillare
            □ all’interno della Germania e dei paesi partner

       » Sicurezza nei sistemi
            □ Sicurezza, protezione delle persone negli stabilimenti di produzione, gestione del rischio

        » Organizzazione e strutturazione del lavoro
            □ Qualifiche adeguate dei collaboratori, organizzazione del lavoro

        » Condizioni quadro legali
            □ Protezione dei dati, questioni relative alla responsabilità, contratti, accordi aziendali

        » Efficienza delle risorse
            □ Consumo delle materie prime ed energetico, tutela dell’ambiente

smart factory - Vision e realtà

smart factory - Vision e realtà

È giunto il momento di esaminare a fondo lo status quo corrente generale nell’impresa. Ogni ditta ha sentito parlare almeno una volta dell‘Industria 4.0 e ovviamente ci si prepara già, mentalmente o mediante progetti, all’Industria 4.0.

A una considerazione più attenta emerge rapidamente che si è letto già molto sul tema, fatto assolutamente positivo, tuttavia i “compiti a casa“ da fare per una corretta strategia non sono ancora stati iniziati. Ossia, l‘Industria 4.0 non è stata ancora ben compresa e quindi non è arrivata correttamente nelle imprese, intendendo per imprese la classica media e piccola impresa e meno i grandi gruppi. Il bisogno di informazione in materia è elevato: le imprese necessitano con urgenza di ulteriori chiarimenti.

Nell’ambito dei summenzionati campi d’azione la considerazione dell’IT dell’impresa (infrastrutture, modelli di cloud, software ERP, sistemi di produzione) e la relativa integrazione con le architetture esterne è imprescindibile e, alla fine, decisiva per il successo. Quali hardware e piattaforme di banche dati trovano applicazione al meglio, quale architettura per la sicurezza è implementata e quali soluzioni software vengono impiegate con quale modello d’uso. Un “Cloud” interaziendale può in questo caso fungere da base promettente e sostituire i modelli di licenza classici o per lo meno modificarli (ibrido).

Oggi: Le informazioni tra sistemi IT oggi vengono scambiate per lo più tramite interfacce che richiedono molta manutenzione (fonte: Siemens 2013)

In particolare assume un ruolo chiave il sistema ERP in uso, poiché l‘ERP (Enterprise Ressource Planning) è la “spina dorsale” della sicurezza e del coordinamento dei processi aziendali, della struttura e della stabilità nell’impiego e della raccolta di tutti i dati presenti e quindi per la gestione di sistemi collaborativi più complessi, e continuerà a essere così.

Inoltre accade che la personalizzazione in funzione del cliente dei prodotti e l’influsso sempre crescente del cliente sui processi comportano procedure di produzione complesse. Senza regolamenti flessibili e automatizzati nel proprio sistema ERP diventa difficile rimanere economici e tecnicamente competitivi.

Domani: System engineering continuo: i sistemi ciberfisici consentono una comunicazione digitale continua per la registrazione di tutte le interdipendenze nella catena di creazione del valore (fonte: Siemens 2013)
Uno sguardo alla sfera di cristallo

Uno sguardo alla sfera di cristallo

Industria 4.0 è un progetto del futuro. La Germania ha il potenziale per diventare il “traino" a livello mondiale nell’attuazione e approntamento di strumenti di supporto, se si intende l’Industria 4.0 come piattaforma intersettoriale ed evolutiva. Politica, ricerca ed economia devono collaborare fianco a fianco ai fini del successo. Ne deriveranno mercati completamente nuovi e nuovi tipi di ambienti di lavoro. La sincronizzazione di tutti gli attori deciderà del successo del mercato in questione.

La lotta contro Google & Co. sui dati personali è stata già persa. Tutti noi vi abbiamo contribuito volentieri, in un modo o nell’altro, mediante il nostro comportamento relativo alle informazioni e all’uso. Tramite il vostro cellulare è possibile tracciare dove vi intrattenete e come vi muovete. È noto quali sono le cose che cercate su Internet, cosa acquistate su Amazon & Co., a chi telefonate e a chi inviate e-mail, cosa e quando avete effettuato acquisti mediante carte di credito o carte sconto e qual è la situazione del vostra solvibilità.

Tramite Spotify e Youtube si conoscono i vostri gusti musicali, tramite le carte EC dove e quando avete fatto benzina e quali ristoranti e hotel frequentate abitualmente. La località in cui avete trascorso le vacanze è rivelata dal vostro sistema di navigazione oppure mediante la pianificazione del percorso con Google Maps. Successivamente si conoscono le vostre foto di famiglia dalla spiaggia con Dropbox o whatsApp. Le cartelle cliniche elettroniche conoscono la vostra classe di rischio sanitaria e il vostro corpo meglio di voi stessi, l’iWatch della Apple è già lieto di integrare i vostri dati, ecc, ecc... La lista della trasparenza dei dati potrebbe essere estesa praticamente a piacimento. Ah certo, Facebook e Twitter non sono stati ancora menzionati: essi consentono di conoscere le vostre cerchie. “Private 5.0”?

E ora provate brevemente a immaginare che questi dati vengano collegati tutti reciprocamente e possano influire direttamente sul vostro modello aziendale, sui vostri prodotti, sui vostri processi, in combinazione ai vostri dati aziendali commerciali. È ciò che si chiama “data room” supplementare, o, appunto Industria 4.0? Vale quindi la pena per la Germania, in qualità di nazione industrializzata, e per voi, in veste di impresa, non abbandonare (ulteriormente) il terreno dei dati relativi a processi e prodotti lasciandolo ai guru dell’IT della Silicon Valley.

Software ERP per l‘Industria 4.0

Software ERP per l‘Industria 4.0

Lo scambio permanente delle esperienze è importante. Unitevi quindi a gruppi di lavoro in cui avviene un vero trasferimento di know-how in materia di Industria 4.0 e che non ponga in primo piano la vendita del prodotto di un fornitore. Troverete sicuramente referenti qualificati nelle associazioni di categoria o altre organizzazioni di settore. Da impresa non pensate in cicli da 2 o 3 anni, ma pensante a come potranno essere i mercati, in particolare il vostro mercato target, tra 10 - 15 anni.

Pensate anche a come la digitalizzazione influirà sulle persone. Infatti non ci saranno solo nuovi modelli aziendali o di produzione, ma ci sarà una grande rivoluzione dell’intero mondo del lavoro. I profili professionali e i modelli degli orari di lavoro e della remunerazione noti cambieranno. Interi settori professionali spariranno dal mercato del lavoro e ne nasceranno di nuovi. I socio-economisti stanno già sviluppando nuovi modelli di pensiero.

Sulla via dell‘Industria 4.0

Sulla via dell‘Industria 4.0

A voi imprese conviene attivarvi subito per prendere il giusto treno per il futuro. Non devono essere Google & Co. a dirvi cosa acquistare, vendere, stoccare o produrre e a che prezzo, siete voi a doverlo a fare! E certamente, anche i produttori di software come la VLEXsoftware+consulting gmbh sono interessati da questa rivoluzione. Per questo affrontiamo strategicamente questo tema fin da oggi, di concerto con i rappresentanti di settore leader e sulla base delle esigenze individuali dei nostri clienti. Abbiamo già superato con successo una parte della strada (sulla base delle tecnologie Web e Cloud più all’avanguardia per il supporto ottimale dei processi collaborativi) grazie al nostro approccio per la personalizzazione dei prodotti e dei processi a essa correlati mediante una moderna „gestione delle varianti“ .

Il sistema ERP dovrà fornire un contributo decisivo alla “compliance dell’Industria 4.0”. Le informazioni sui prodotti devono poter essere gestite non solo sulla base di regole, in modo da consentire di creare, con l'ausilio di automatismi, un regolamento costantemente disponibile nell’azienda. A tal fine i dati devono essere messi a disposizione in tempo reale, interconnessi (“Internet delle cose”) e valutati. Per l’integrazione in tempo reale, il collegamento di XML con i Web Services, l’accesso mobile e infine la messa a disposizione tramite interfacce di un cliente o di un partner giocano un ruolo importante le architetture di base. Le imprese devono strutturare autonomamente prodotti e processi nell’ambito di parametri tecnici e poter automatizzare il percorso verso la produzione.

Nel settore Disposizione si devono aggregare a livello centrale le informazioni nonostante dimensioni di lotto 1 e ottimizzarle lato sistema, in modo tale che l’ufficio acquisti strategici, fornitori e clienti possono accedere alle informazioni necessarie online e in modo bidirezionale. Nella produzione invece sono disponibili informazioni relative all’ordine per un ottimale sfruttamento delle risorse già prima dell'autorizzazione e il reparto spedizioni prepara la pianificazione dei percorsi dell'ordine atteso dal punto di vista logistico ed economico-aziendale. Il cliente nel frattempo è informato sulla consegna e può tracciare online lo stato dell’ordine. La persona gestisce, controlla e struttura tutti i processi. Probabilmente gran parte della strada per essere partner dell‘Industria 4.0 è ancora davanti a noi. Noi la percorreremo insieme a voi, i nostri clienti. Stiamo vivendo un’epoca avvincente!

Cordiali saluti, Thomas Feike
Responsabile settore Vendite e Marketing

Il signor Thomas Feike è a vostra completa disposizione per ogni domanda.

Chiamate al numero +49 92 21 - 961 7744 oppure scrivete all'indirizzo e-mail thomas.feike@vlexplus.com